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Fermo, ecco com’è andata!

Emmanuele Ricci e Nicola Magi (vice sindaco Comune di Montelabbate)

Emmanuele Ricci e Nicola Magi (vice sindaco Comune di Montelabbate)

Scuola di Alta formazione, ma di basso profilo.

Tornato da Fermo sento di condividere la mia esperienza appena trascorsa insieme a tanti giovani amministratori della regione e di smuovere qualche critica all’organizzazione di questo evento che ha avuto purtroppo, e sottolineo purtroppo, a tratti un chiaro stampo politico.

Ripenso ad esempio il lungo discorso di apertura del presidente del consiglio regionale Solazzi che sembrava in certi momenti un comizio da campagna elettorale con addirittura frasi indirette tese a screditare l’area politica che rappresento.

Se poi ripenso alla “lectio magistralis” dell’eurodeputato Flavio Zanonato, facente parte della commissione europarlamentare industria, ricerca ed energie, provo anche sdegno: vista innanzitutto la carica che ricopre ed il suo passato da ministro dello sviluppo economico, speravo parlasse di energia alternativa in maniera seria e prioritaria, invece di puntare su carbone ed addirittura di fracking per la ricerca di petrolio e gas naturale, una procedura per estrarre idrocarburi tramite esplosioni sotterranee molto invasive per il suolo, che creano scosse e nel peggiore dei casi anche terremoti.

È ulteriormente assurdo pensare che Zanonato abbia fatto un excursus considerevole sulla situazione macroeconomica italiana fino ad arrivare a quella mondiale senza parlare minimamente di una cosa fondamentale per l’economia di un paese, e cioè la moneta, ma dando la colpa come spesso accade al costo del lavoro, al costo dell’energia, alla bassa competitività con gli stati in sviluppo e all’eccessivo costo dello stato sociale (welfare).

Non meglio è andata con David Sassoli nella mattinata di chiusura in cui ha apertamente contrastato verbalmente i gruppi euroscettici, demagogici e populisti nominando questa volta anche il Movimento 5 Stelle. Peccato davvero, questi personaggi indubbiamente “esperti”, hanno fatto bellissimi discorsi sull’Europa dei popoli e sull’importanza dei fondi strutturali europei, mettendo in primis il bene di tutti i cittadini europei e la necessità di agire a livelli macro-regionali di pianificazione; cose sacrosante che condivido in pieno, cose che un pentastellato crede davvero, ma mi rimane veramente difficile credere a costoro che prima firmano trattati come il MES, il Fiscal Compact, il pareggio in bilancio in costituzione e a breve il nuovo trattato TTIP, che con le loro sottoscrizioni stanno strangolando il nostro paese a dei vincoli assurdi, e poi si riempiono la bocca di belle parole, venendole a dire a noi giovani amministratori con tantissima energia, sensibilità e grandi progetti per il futuro.

Il risvolto politico è stato a parer mio quindi molto indigesto soprattutto se penso al tempo in più che potevamo dedicare ai gruppi di lavoro pomeridiani che sono stati interessanti anche se molto dispersivi e che andavano sicuramente messi su una priorità maggiore: un ragazzo poteva infatti partecipare a un gruppo solo mentre in contemporanea se ne svolgevano altri. Nonostante il poco tempo e le tante argomentazioni trattate i due gruppi di lavoro a cui ho partecipato sono stati veramente formativi, utili e interessanti per preparare bandi e intercettare i famosi fondi a disposizione dei comuni.

Il primo gruppo di lavoro al quale ho collaborato era basato sui piani d’azione per lo sviluppo rurale, interessantissimo e pienamente in linea con i pensieri cardini del Movimento e le attività parlamentari dei nostri portavoce in parlamento; si è parlato di agricoltura sostenibile, di rete di imprese, di biologico e su come incentivare fortemente l’agricoltura nelle zone periferiche per ridare vita anche alla vita rurale con grande dignità e con grande rilevanza favorendo la filiera corta e la qualità; su questi temi noi dimostriamo una sensibilità pazzesca.

Stesso discorso del secondo gruppo di lavoro in cui si è parlato di come “collegare la regione” in ambito macro-regionale adriatico-ionico; si è nuovamente trattato il tema della sostenibilità, di riqualificazione, di una mobilità allargata e pensata per questo scopo anche a livello turistico e di trasporto merci (eccessivo su gomma) oltre al trasporto pubblico locale (sotto la media).

Piccolo inconveniente è accaduto in un gruppo di lavoro a cui non ho partecipato dal tema “blue economy” dove si è parlato di pesca e porti anziché di creazione di un ecosistema sostenibile grazie alla trasformazione di sostanze precedentemente sprecate in merce redditizia.

Rappresenta uno sviluppo dell’economia verde (green economy): mentre quest’ultima prevede una riduzione di CO2 entro un limite accettabile, l’economia blu prevede di arrivare ad emissioni zero di CO2. (fonte wikipedia)

Sarebbe bene usare le parole con il loro giusto significato e non usare impropriamente vocaboli che hanno un concetto ben preciso. Mi rammarica un po’ sapere che eravamo veramente in pochi a conoscere il vero significato della blue economy, tema fondamentale per un futuro senza sprechi e dovela natura è al centro delle priorità.

Concludo sottolineando il fatto che doveva esser fatta meno retorica politica e più parte pratica, permettendo la partecipazione a più gruppi di lavoro che rappresentavano il vero spunto ,sia di confronto sia per cogliere l’importanza dei bandi, e poter portare avanti i progetti necessari al raggiungimento dei fondi.

Ringrazio comunque tutti i tecnici e gli organizzatori di questo evento che, nonostante qualche imperfezione, è stato utile per certi aspetti e che comunque potrà sempre essere migliorato e compensato per la prossima occasione, magari con tanti portavoce 5 Stelle all’interno dell’amministrazione regionale.